La prendo a schiaffi! L’educazione secondo un “uomo”…

Di Laura Berti

Oggi, 24 ottobre, sono andata al cinema a vedere IT.

Da buona amante dei film Horror e di Stephen King non potevo non recarmi a vedere il nuovo film in uscita in questi giorni (vi dirò solamente che è bellissimo).

Molte volte mi è capitato di avere gente che chiacchierava al cinema, in tutta onestà direi che qualche commento a un film l’abbiamo fatto tutti, qualche commento, non una dissertazione.

Durante la proiezione, già iniziata da mezz’ora per dirla tutta, si siedono due ragazzi (ragazzi = over 35), che iniziano a chiacchierare bellamente per tutta la proiezione del primo tempo.

Essendo simpaticamente dotati di voci profonde, quasi baritonali, si sono ben guardati da avere l’accortezza (perchè parlare di educazione in questo caso mi sembra alquanto inutile) di conversare sottovoce, garantendo a chi era interessato alla visione del film di avere anche la loro conversazione nelle orecchie in aggiunta ai dialoghi.

Per chi frequentasse i cinema o fosse abituato a vedere certi film, sa che nei film horror la musica spesso ha dei toni acuti o profondi per creare suspance quindi ne consegue che riuscire a far sentire la propria voce agli altri spettatori (seduti a 4 poltrone di distanza) implica non usare un tono di voce propriamente consono.

Durante la pausa, mi permetto di dire ad alta voce “mi chiedo se si debba continuare a parlare in continuazione durante un film”, esternazione che presumo che chiunque abbia pensato quando si trova in una situazione analoga, solo che ho il vizio di dirle ad alta voce perchè sono dell’idea che le cose andrebbero fatte notare anche quando sono un pò scomode, in realtà il mio intento era far capire che parlare  in continuo durante un film alla lunga diventa fastidioso.

I due uomini in questione iniziano a commentare con “cos’ha da dire?” iniziando a disquisire sulla mia frase finché uno si permette di uscire con “la prendo a schiaffi questa”, mi volto e gli chiedo quale fosse il suo problema, ne nasce una “simpatica” conversazione dove faccio notare che dire di prendermi a schiaffi è un atteggiamento discutibile.

MI PRENDI A SCHIAFFI…sinceramente mi viene abbastanza da ridere quando un uomo si permette di uscire con una affermazione del genere, perchè a fare i leoni sono poi buoni tutti.

Allora partiamo dal presupposto che nella vita c’è una cosa che si chiama EDUCAZIONE, che si impara da piccoli ma qua evidentemente mi sembra che ci siano state grosse lacune, quantomeno di apprendimento, perchè confido che i loro genitori si siano almeno impegnati per provare a insegnargliela (complimenti anche per la figura barbina che fate fare ai genitori ogni volta che si tengono dei comportamenti maleducati, rifletteteci).

Se si va al cinema, così come in qualsiasi altro luogo pubblico, si usa l’accortezza di non dare fastidio a chi magari è interessato a una determinata attività; volete parlare? Potete tranquillamente andare al PUB (a Bologna, come in tante altre città, ce ne sono tantissimi), oppure potete andare a farvi un giro in centro o starvene a casa a chiacchierare cenando o sorseggiando una birra (con tanto di rutto libero).

Invece no, decidete di andare al cinema e renderci partecipi delle vostre elucubrazioni.

Nonostante io abbia provato anche a mollare un “SSHHHHH” a questi due soggetti per cercare di far capire che stavano disturbando la cosa non è andata a buon fine.

La cosa comica in tutto ciò è che hanno anche avuto da ridire sull’educazione  (la mia….) nell’aver espresso un’osservazione, del tutto lecita, con un “potevi dircelo in maniera più educata!” quando ho chiesto quale fosse il problema dopo che volevano prendermi a schiaffi.

Quindi la gente che parla ad alta voce ed esprime minacce non pecca di maleducazione mentre chi fa notare senza offendere o minacciare un comportamento inadeguato lo è, deve sfuggirmi qualcosa in tutto il loro ragionamento.

Mi è venuto davvero da riflettere su questa frase da leoni da due soldi.

Perché siamo tutti connessi sui social, condividiamo ogni giorno qualche link perchè ormai in qualsiasi giornata abbiamo qualcuno che crea l’evento per un tema.

Abbiamo la giornata per la difesa dei diritti umani, la giornata di micio e di fido, la giornata dei pocket coffee, la giornata in difesa dell’ambiente, etc etc fino ad avere la giornata contro la violenza sulle donne.

Ecco io me li vedo questi due uomini, inteso solo come appartenenti al genere umano perchè gli Uomini, quelli veri, certe frasi da chiodi non se le fanno uscire di bocca e probabilmente non le pensano; io li vedo questi due Lord mancati a condividere i vari link, a prendere like dalle amiche, i cuoricini dai parenti, i vari commenti per la loro sensibilità.

Poi ve li ritrovate di persona (loro e tantissimi soggetti altrettanto educati) e appena ci si permette di far notare un comportamento sbagliato la frase più eroica che rivolgono a una donna è “la prendo a schiaffi”, mi chiedo se avrebbero la stessa strafottenza anche con un uomo della loro stazza perchè sarebbe curioso vedere se tutto questo coraggio lo tirerebbero fuori.

Chissà magari si saranno anche sentiti “dei grandi” a fare i grossi con una donna, in effetti meriterebbero il tappeto di petali e la standing ovation per la dimostrazione di coraggio, sarei quasi tentata di scrivere al Presidente Mattarella per proporre di insignirli di una medaglia al merito per l’eroismo dimostrato, ma credo che le tasse dei contribuenti meritino più rispetto e attenzione sul loro investimento.

Mi piacerebbe vedere se qualcuno rivolgesse una frase del genere alla loro mamma, alla sorella o a una loro amica, mi piacerebbe davvero vedere come si scalderebbero e si indignerebbero perchè qualcuno si è permesso di dire una cosa del genere, perchè si sa che dopotutto la coerenza non è dote di cui tutti possono fregiarsi.

Ci prodighiamo nel dire che le donne non si toccano nemmeno con un fiore, pubblichiamo i link con gli ultimi avvenimenti di cronaca nera dove rimangono vittime delle donne e magari insultiamo pesantemente l’aggressore, sui social.

Nella vita normale invece ci si permette di mostrarsi per ciò che si è, perchè non si è poi tanto diversi da chi alza le mani, non si è diversi da chi insulta la propria donna o qualsiasi altra donna.

Abbiamo dei piccoli uomini, piccoli perchè non sanno nemmeno ammettere di poter aver sbagliato, perchè quando si è dalla parte del torto e non si sa usare l’intelligenza, anziché chiedere scusa si aggredisce (ovviamente verbalmente in questo caso) l’interlocutore.

Chiedere scusa in effetti è riservato agli Uomini (e Donne) che sanno fare autocritica, ma per fare autocritica bisogna anche attaccare i neuroni di cui madre natura ci ha dotati.

E’ fondamentalmente triste essere nel 2017 e sentirsi dire “ti prendo a schiaffi”, detto da uno grande e grosso, mia nonna avrebbe anche aggiunto pistolone ma mi limito ad aggiungere povero di intelletto; è triste che ci si dimostri persone che non si sanno rapportare educatamente in una società civile; è triste che la prima frase che viene da rivolgere a una donna è “la prendo a schiaffi”; è triste che si dimostri quanto si potrebbe essere anche poco coerenti se magari ci si indigna per la violenza ma non ci si esimi a usare quella verbale.

Oggi ho avuto la dimostrazione di come due uomini possano cadere veramente in basso e non essere degni di stima da parte di una donna, ma anche da parte di qualsiasi donna. Fortunatamente queste persone non sono rappresentanti della categoria maschile, perchè conosco uomini che sanno cosa vuol dire rispetto sia in senso verbale che fisico nei confronti di chiunque.

Ecco, voi due uomini, che oggi avete fatto questa figura da due soldi, avete ancora tanto da imparare, vi auguro di avere delle figlie femmine e vi auguro che non incontrino mai due persone come voi.

 

A tutti gli altri, grazie per come sapete rispettarci.

 


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